La piazza del 25 aprile con il suo mondo di resistenze ha risolto il problema
Lo si poteva dichiarare apertamente già il giorno prima, ci hanno pensato comunque in modo esplicito le oltre centomila persone presenti il giorno dopo.
L’Anpi (contro la quale si è scagliata la dirigenza di una Comunità ormai piccola minoranza dentro il mondo ebraico) ne è stata subito interprete grazie alle sue sezione, ai suoi iscritti e al ruolo svolto nei giorni precedenti dalla comunità palestinese di Milano e dalle tante altre realtà protagoniste in questi mesi del movimento contro il genocidio a Gaza.
Le istituzioni ne prendano atto, il Pd faccia chiarezza al proprio interno perché il suo corpo sociale non ne può più del vittimismo di Fiano e Quartapelle.
Minelli: “Il posizionamento nel corteo non regolare ha esposto la Brigata a proteste: respingiamo con forza le accuse di antisemitismo»… Ma perchè se erano in un’altra posizione con bandiere americane e israeliane non sarebbero stati cacciati dalla piazza? e sarebbe stato antisemitismo?… Un confronto, quello del 4 maggio avvenuto dentro il Comitato permanente antifascista, descritto in questo articolo che dà l’idea di una situazione ambientale fuori dalla realtà e da quella piazza dei centomila: una lontananza significativa! Una discussione cacofonica da Sembrare una riunione tra ubriachi…
Per non parlare dell’atteggiamento ondivago e contradditorio assunto dalla segreteria milanese dell’Anpi prima del 25 Aprile, nonostante avesse promosso insieme al presidente nazionale un incontro con le associazioni milanesi il giorno prima della ricorrenza del 25 aprile (risultato delle tante proteste e lettere di iscritti e sezioni Anpi).
Leggete questa intervista del 24 aprile del presidente provinciale tutta incentrata nel mettere in discussione le scelte della comunità palestinese di concludere il loro spezzone, insieme ad altre associazioni e sezioni Anpi, non in piazza Duomo ma in piazza Fontana per non aver dato ascolto ai tanti appelli e lettere sopra richiamati; si chiedeva come l’anno scorso che intervenisse dal palco di piazza Duomo un rappresentante della sofferenza palestinese che spezzasse il solito equilibrismo burocratico del Comitato permanente milanese che ormai da anni non rappresenta i sentimenti e i valori di quel mondo antifascista e contro le guerre che si ritrova il 25 Aprile tra i bastioni di Porta Venezia e piazza Duomo.
L’auspicio (“mi auguro che non portino le bandiere dei paesi aggressori”) arriva solo nelle ultime due righe. Invece come da tutti riconosciuto e dimostrato quella doveva essere la denuncia vera e pericolosa per ciò che sarebbe successo il giorno dopo…
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Ed ora per completare il quadro qui trovate alcune righe della relazione del 28 aprile del presidente nazionale Anpi, al quale va dato atto di essersi cimentato con la complessità di questo 25 aprile che probabilmente segna una svolta ancora più trasparente circa la radicalità dei valori del 25 Aprile che ogni anno esprime la marea umana della piazza milanese; un dato non da poco se paragonato al silenzio assordante nella tradizione burocratica del gruppo dirigente milanese: dal silenzio dell’intera segreteria quando si dimise Cenati, ormai uomo direttamente espressione della Comunità ebraica (elessero Minelli qualche giorno dopo come se nulla fosse e in piena continuità) ad un uso dei social a dir poco parziale da politburo sovietico (anzi del peggior sindacalese milanese da cui buona parte proviene: provate a leggere un qualsiasi social dell’Anpi romana e capirete immediatamente la differenza).
Ma torniamo a Pagliarulo con questo passaggio lungimirante nel riconoscere la totale mancanza di rapporti con la comunità palestinese a favore di quella ebraica (superata dalla pressione incredibile e costante di tanti iscritti all’Anpi), anche se con alcuni commenti imprecisi (tipici della lettura del giorno dopo) sui fatti milanesi:
“… Di fatto gli obiettivi della provocazione di Milano sono stati questi: oscurare il 25
aprile di popolo, tentare di delegittimare l’ANPI, dividere il Comitato Unitario Antifascista di Milano.
Nel corso delle riunioni preparatorie del 25 aprile da parte del Comitato Antifascista di Milano si era concordata la seguente linea: il 25 aprile doveva essere caratterizzato dai temi propri dell’anniversario cioè la liberazione dal nazifascismo e dalle questioni della pace nel mondo.
La preoccupazione maggiore riguardava il rapporto con la comunità palestinese il cui intervento dal palco del 25 aprile, pur richiesto, era stato negato dal Comitato.
Anche al fine di disinnescare le possibili tensioni con l’eterogenea comunità palestinese l’ANPI aveva promosso, per il pomeriggio del 24, un’iniziativa sulla questione palestinese presso la Casa della memoria. L’iniziativa era stata condivisa dalla comunità palestinese e, pur essendo stata organizzata in fretta, si è svolta con una grande partecipazione italiani e palestinesi, e con un esito molto positivo. È da sottolineare che tale incontro pubblico è stato il primo dopo tantissimi anni caratterizzati dalla totale mancanza di rapporti con tale comunità e assieme da un altrettanto totale rapporto con la comunità ebraica.
Sia per limitare le tensioni con la comunità palestinese, sia per rispettare l’impegno di una valorizzazione del tema della pace, il Presidente Anpi di Milano Primo Minelli aveva concordato con il responsabile della Brigata ebraica l’assenza di bandiere di Israele. Tale accordo, che altri hanno detto non essere mai stato stipulato, è stato confermato ieri dal responsabile della Brigata ebraica, Davide Romano, con queste parole: “Avevo fatto appello ai miei di portare solo bandiere iraniane, d’accordo con Minelli. Non è colpa mia se i seguaci dello scià hanno portato quelle USA e di Israele”.
Perché non portare la bandiera d’Israele? Perché Israele è in guerra ininterrotta da tre anni ed è il Paese aggressore sia verso i palestinesi di Gaza, sia con l’accelerazione violenta e omicida della Cisgiordania, sia, con gli Stati Uniti, dell’Iran.
Era quindi sensato portare le bandiere della Brigata ebraica e le bandiere dell’Ucraina, Paese aggredito. Invece, nello spezzone della Brigata ebraica erano sì presenti bandiere iraniane, ma non quelle attuali della Repubblica islamica, bensì quelle dello scià, caratterizzate dall’immagine di un leone rampante su un tricolore, bandiere d’Israele, bandiere degli Stati Uniti, cartelli col volto di Trump e la scritta: “Grazie, mister Presidente Donald Trump”, cartelli con la figura del figlio dello scià o dello scià avvolto nella sua bandiera con la scritta “Viva lo scià!”, bandiere degli Stati
Uniti e dello scià sulla stessa asta. Il messaggio era chiaro: con quelle bandiere si appoggiava l’aggressione di Israele e degli Stati Uniti verso l’Iran.
La vera vergogna della manifestazione di Milano è stata la presenza di quelle bandiere. In questa parte di corteo, va detto tutto, c’erano anche le persone di sinistra per Israele e un gruppo di giovani di Forza Italia. Questa parte di corteo, scortata dalla polizia, è confluita nel corteo, poco dopo la partenza, da una via laterale.
Al nervosismo causato da quelle bandiere e da quei cartelli si è aggiunto a un certo punto una sempre più diffusa indignazione quando il corteo della Brigata ebraica si è fermato e non si è più mosso per un’ora e quaranta, impedendo il deflusso della stragrande maggioranza dei manifestanti e posizionandosi, fra l’altro, nella sequenza delle organizzazioni partecipanti, fra le prime posizioni, violando gli accordi assunti col sindaco e credo col questore, che hanno svolto entrambi un ruolo equilibrato e positivo in tutta questa vicenda.
Questo ha costretto i presenti dello spezzone dell’ANPI a superare in fila indiana lo sbarramento della Brigata ebraica per portarsi, come d’accordo, sulle posizioni di testa del corteo.
Abbiamo letto sui giornali dichiarazioni da parte di persone che hanno partecipato allo spezzone della comunità ebraica: “I CARC ci hanno bloccato”, e poi “La polizia ci ha bloccato”, e poi “L’ANPI ci ha bloccato”. Si mettessero d’accordo. I fatti dicono che queste persone hanno bloccato l’intero corteo.
Cosa confermata dalle parole di un uomo particolarmente esagitata fra i tanti presenti in questo spezzone: Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, lo stesso signore che, ricorderete, disse a Enzo Iacchetti: “Definisci bambino”; costui e nella stessa circostanza aizzava col megafono i presenti nello spezzone e insultava gli altri e, come si ascolta chiaramente nelle registrazioni video, diceva più volte durante il blocco del corteo, “noi di qua non ci muoviamo”.
Nelle posizioni di testa c’era anche il laboratorio ebraico antifascista a lungo applaudito e sostenuto con due striscioni: “Ebrei ed ebree contro il fascismo in ogni tempo e luogo”, “Cessate il fuoco: voce e idee per la pace”…
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La manifestazione promossa dalla nostra sezione insieme a tante altre realtà partita da piazza Costantino ha raggiunto in un clima di festa il monumento ai caduti partigiani di piazzale Loreto: tanta gente al corteo, tanto consenso dai mondi di via Padova e tanti interventi al termine della bella mattinata.
Adesioni, presenze, foto e video della nostra bella mattinata:
https://www.facebook.com/anpi.crescenzago.milano/
https://www.facebook.com/luciano.muhlbauer/posts/pfbid0Lj5W24FViKKM3FMeDc57DuVwaaGAeEqyTU27md4H53tvCeVkWdL23xHARRyXuV4tl?rdid=NbI3vuTMIgR735Yz#
https://www.anpicrescenzago.it/wp-content/uploads/2026/04/anpifoto25ap26.jpg
All’Anfiteatro Martesana il 26 aprile
Murga Libre
Ottoni a Scoppio
Legambiente Crescenzago
Cittadini antifascisti milanesi, il comunicato – adesioni al: 25palfirma@gmail.com
https://www.facebook.com/associazionesonomusica/
L’adesione dell’Associazione Berlinguer Milano attraverso la propria news.
Lo striscione de I nostri amici e compagni di Risorgimento socialista alla nostra manifestazione del mattino.
Il comunicato integrale delle associazioni palestinesi
a cura di Paolo Pinardi
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2.
Tino ci comunica il bel risultato del nostro tesseramento dopo il 25 aprile:
Siamo a 127 compresi ben 19 nuovi iscritti.
Grazie anche alle capacità manualistiche di Tino Fusetti sono state allestite per il 25 Aprile tre mostre in una stanza che meritano di essere visitate entro il 17 maggio. Qui il video del nostro presidente.
La locandina del prossimo incontro di scrittura, sabato 16 al mattino. Sarà inoltre occasione per invitare i partecipanti a visitare la bella mostra allestita. E se dovessimo essere più del solito gruppetto, ci ospiterà volentieri Legambiente nel suo spazio. Tommaso.
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3.
Non solo su bandiere americane e israeliane, Gianni Cogliati (direttivo Anpi Crescenzago): in questo 25 Aprile la manifestazione in piazza duomo è stato un fallimento politico ed organizzativo. Metà piazza completamente transennata, tutte le strade che confluivano in piazza duomo sono state chiuse tranne via dei Mercanti dove polizia, carabinieri e servizio d’ordine dell’Anpi facevano entrare con il contagocce le persone del corteo.
Moltissimi manifestanti se ne andavano via scoraggiati e delusi.
Mi chiedo cosa sta combinando l’Anpi dando precedenza alle autorità per poi chiudere l’unico accesso nella piazza facendo entrare una persona alla volta partecipe del corteo.
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4.
Da Anpi Milano la costituzione del Coordinamento Donne.
Documento e nomi sono stati approvati nella riunione del 20 aprile, con il mio voto di astensione perché avevo chiesto di sospendere la votazione per coinvolgere in un processo democratico le donne iscritte e le sezioni (forse ho sbagliato a non votare contro perché ritengo sia un’operazione di vertice senza coinvolgimento della base delle iscritte e delle sezioni Anpi). Si tratta di un altro tassello della gestione centralistica e autoreferenziale dell’associazione che ci pone di fronte alla questione della democrazia interna e della partecipazione alla vita dell’Anpi. Che ripropongo alla vostra attenzione, in questo caso in particolare alle donne di Anpi Crescenzago che invito a partecipare e a costituire un gruppo di riflessione e partecipazione attiva. Giuseppe Natale
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6.
Una bella iniziativa dei nostri amici di Anpi Baggio con la presentazione del libro “Quello che ci ha fatto Mussolini” al teatro Caboto di via Mar Nero il 9 maggio alle 15,30.
