A proposito di democrazia: e nell’Anpi come siamo messi?

 La questione democratica interna all’ANPI

– Osservazioni sul Regolamento “in attuazione dell’articolo 7 comma 9 dello Statuto nazionale approvato dal Comitato nazionale il 7 maggio 2024 “
di Giuseppe Natale – settembre 2026

Si riporta di seguito l’art. 7 dello Statuto, evidenziando i commi 4 e 9 (il neretto è mio).
“TITOLO III – STRUTTURA ORGANIZZATIVA, SEDE, RIUNIONI
Articolo 7 – Struttura organizzativa dell’Associazione .
La struttura dell’Associazione si sviluppa, verticalmente, su diversi livelli – nazionale, provinciale, territoriale. Al suo interno i Soci, come definiti al precedente art. 3, partecipano alle attività associative, esercitando i propri diritti e rispettando i doveri derivanti dalla qualifica assunta.
Nei capoluoghi di provincia, quando vi siano almeno cento Soci nella stessa provincia, si costituiranno i Comitati provinciali, sentito il Comitato nazionale.
In ogni Comune o gruppo di Comuni, d’intesa col Comitato provinciale, potrà essere costituita una o più Sezioni, purché ciascuna Sezione non abbia meno di venti Soci. Parimenti, si possono costituire Sezioni nei luoghi di studio e di lavoro.

Le articolazioni territoriali dell’Associazione sono enti dotati di propria soggettività giuridica e costituiscono, pertanto, autonomi centri di imputazione di diritti e di obblighi giuridici, con conseguente autonomia amministrativa, gestionale, patrimoniale e contabile, distinti dalla medesima Associazione e tra di loro.

Le Sezioni prive di soggettività giuridica e non dotate di codice fiscale, pur mantenendo all’interno dell’Associazione una propria organizzazione, secondo le norme del presente Statuto, rappresentano sedi locali del Comitato provinciale presente sul relativo territorio.
Tutti i livelli associativi adottano, con specifica delibera, il presente Statuto, che è quindi l’unico Statuto della Associazione, fatti salvi i necessari adeguamenti tenuto conto delle singole denominazioni e delle rispettive sedi.
La denominazione degli Enti che compongono la struttura verticale dell’Associazione sarà: ”COMITATO PROVINCIALE ANPI” o ”SEZIONE ANPI” e a seguire il nome del capoluogo di provincia, della città di riferimento o dello specifico luogo di studio o di lavoro, con eventuali altre integrazioni nel caso in cui l’articolazione sia dedicata alla memoria di partigiani, patrioti, episodi della Resistenza o, in via eccezionale, di personalità antifasciste.
In caso di iscrizione al RUNTS, le singole denominazioni saranno integrate anche con le locuzioni e/o gli acronimi previsti dal CTS.

Stante la complessità della struttura, l’Associazione potrà disciplinare la propria organizzazione ed il suo funzionamento attraverso l’adozione di regolamenti, che illustrino anche il meccanismo della nomina dei delegati di ciascun livello territoriale, per assicurare la partecipazione di tutti i Soci alla vita associativa, nel rispetto dei superiori principi di democraticità, pari opportunità ed eguaglianza.

Ad ogni livello associativo devono essere rispettate le seguenti disposizioni:
– gli iscritti ad altra organizzazione partigiana operante in Italia non possono fare parte degli organi direttivi;
– gli incarichi di Presidente, di Vice Presidente, di componente della Segreteria, di responsabile amministrativo, di Coordinatore, di componente dell’Organo di Revisione dei Conti e degli Organismi di garanzia sono incompatibili con gli incarichi esecutivi di livello comunale, provinciale, regionale e nazionale ricoperti in partiti, movimenti politici, sindacati e con quelli istituzionali elettivi a livello circoscrizionale, comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo. L’accettazione della candidatura in uno dei livelli istituzionali sopra indicati determina l’automatica sospensione dall’incarico esecutivo eventualmente ricoperto nell’Associazione, con successiva decadenza in caso di elezione;
– la nomina ad organismi esecutivi in altri enti non determina l’incompatibilità di cui al precedente capoverso, salvo specifici casi che saranno valutati dall’organismo dirigente superiore rispetto all’incarico dell’interessato.”

Osservazioni riguardanti gli articoli del Regolamento
Mi limito a mettere in evidenza le disposizioni del Regolamento che, secondo me, contraddicono gli articoli  dello Statuto che garantiscono la centralità dei soci e delle socie, la partecipazione democratica alla vita dell’Associazione,  la soggettività giuridica delle articolazioni territoriali (ovviamente comprese le sezioni) in quanto autonomi centri di imputazione di diritti e di obblighi giuridici. Mentre lo Statuto è coerente con la lettera e lo spirito della Costituzione, con il diritto civile e con le leggi “vigenti in materia”, il Regolamento è funzionale a una concezione verticale, gerarchica e dirigistica dell’Associazione.

Art.3 – Anagrafe informatizzata degli iscritti.
L’anagrafe è gestita, formalmente dal Comitato provinciale, di fatto è nelle mani della presidenza e della segreteria, ” come strumento di studio e di lavoro”.
L’anagrafe degli iscritti non è a disposizione della comunità degli iscritti-e, nè del  comitato metropolitano milanese nè  dei comitati di sezione.

Non è prevista alcuna modalità di comunicazione orizzontale tra sezioni e tra soci e socie, e di controllo dal basso, come previsto dall’art.5 dello Statuto (“Diritti e doveri dei Soci”) alla lettera b): “ Essere informati su tutte le attività, le iniziative e le manifestazioni promosse dall’Associazione e controllarne l’andamento” ( la sottolineatura è mia).

Come esempio di controllo possibile e di proposta da parte di iscritti-e, si cita la “Lettera aperta sull’Ottantesimo della Liberazione dal nazifascismo e sul corteo nazionale del 25 Aprile” 2025 (300 adesioni), inviata alla dirigenza ANPI, al Comitato organizzatore del corteo e alle altre associazioni della memoria resistenziale e partigiana, con la quale si motivava la richiesta di dare la parola sul palco di Piazza Duomo a “chi è portavoce della comunità palestinese in Italia e in Lombardia” e a “chi rappresenta realtà israelo-palistinesi e russo-ucraine che praticano convivenza pacifica e impegno civile per la pace e i diritti umani, contro la guerra e il riamo”. Stessa richiesta nel 2026.
Nè una risposta nè un riscontro da parte di tutti i destinatari!
Anzi, la malagestione del  Comitato organizzatore del corteo nazionale del 25 Aprile 2026 ha consentito la brutta e vergognosa sceneggiata provocatoria di gruppi aderenti alla Brigata Ebraica, a Sinistra per Israele e ad altre formazioni filosioniste e filoisraeliane. Nonostante la democratica pacifica reazione popolare del 25 Aprile in piazza, la giusta e sacrosanta difesa dell’ANPI dall’accusa di antisemitismo e la denuncia dei tentativi sionisti e fascisti di inquinare il 25 Aprile, la dirigenza nazionale di ANPI (presidenza e segreteria) non trova di meglio che firmare un accordo, e renderlo pubblico col comunicato del 28 luglio, con l’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche d’Italia – sostenitrice dello Stato genocida di Israele.
L’accordo non è stato ancora annullato nonostante le motivate reazioni negative  di innumerevoli comitati di sezioni e di migliaia di iscritti-e all’ANPI e di cittadini antifascisti.
Nell’ultima email, firmata dai componenti del comitato di sezione di ANPI Crescescenago ed inviata il 2 giugno 2026 al segretario organizzativo Claudio Molteni e al comitato metropolitano di ANPI Milano, si segnalava ” una preoccupante distanza tra la dirigenza e le esigenze delle sezioni e della base degli iscritti/e”. E si ribadiva l’urgente necessità di “un serio e approfondito confronto – in un incontro con tutti i membri della segreteria di ANPI Milano – sia nel merito che nel metodo e nel rispetto dello Statuto e delle regole fondamentali della dialettica democratica”. E si chiedeva infine “copia del bilancio consuntivo 2025 di ANPI Milano -elenco dei membri, con relative email, e i verbali delle riunioni del comitato metropolitano – elenco delle sezioni, che riporti il numero delle/degli iscritti di ciascuna, e gli indirizzi email dei membri dei comitati di ciascuna sezione”.
Ancora una volta nè una risposta nè un riscontro!

Art.4 – Le Sezioni.
Si dispone che:
Di norma ciascuna sezione è tenuta a segnalare preventivamente al Comitato provinciale le iniziative e le pubblicazioni, anche con mezzi informatici, impegnative del nome dell’ANPI. Analoga segnalazione deve essere fatta per la partecipazione di una sezione a manifestazioni promosse da altri soggetti, anche al fine di una valutazione comune“.

Nel caso di contenzioso prevale sempre il Comitato provinciale ( di fatto la presidenza e la segreteria). Il Comitato non è , nè può essere, in seduta permanente.

Dulcis in fundo: “[…] In presenza di due o più sezioni nelle città capoluogo (n.d.r. , perchè non in tutte le città!?), le iniziative che interessano due o più sezioni devono essere obbligatoriamente coordinate dai Comitati Provinciali”!

Sono evidentemente disposizoni coerenti con una concezione verticale e centralistica dell’associazione. Se applicate alla lettera, rallenterebbero, scoraggerebbero e potrebbero addirittura bloccare ogni protagonismo delle sezioni e dei loro comitati e iscritti-e. Sono così fortemente limitative dell’autonomia e  dell’agibilità  delle sezioni da far pensare e temere di far parte non di un’associazione democratica, ma di abitare in una specie di caserma. In palese contraddizione, non solo con lo statuto – e con l’art. 7 in particolare – ma anche  con gli stessi documenti  congressuali nazionali.

E’ possibile e auspicabile essere protagonisti di battaglie giuste e sacrosante, in modo autonomo e creativo da parte delle Sezioni ANPI, oltre all’impegno antifascista e per la pace contro ogni riarmo e guerra e genocidi,  su questioni che attengono agli spazi di democrazia e ai beni pubblici, alle condizioni ambiental e di vita delle persone e dei territori e dei quartieri.

L’esperienza della Sezione ANPI Crescenzago nella battaglia, vinta, per la difesa della propria sede e del bene pubblico Palazzo ex Comune autonomo di Crescenzago fu portata in sede congressuale (2022) con l’o.d.g. La tutela dei beni storico-artistici e ambientali e la battaglia di ANPI Crescenzago e Casa Crescenzago per la sede e per la piazza nel verde.
Assieme all’altro importante o.d.g. “Il consolidamento democratico di ANPI e il ruolo delle Sezioni”.
Sia questi due o.d.g. che altri proposti dai delegati di diverse sezioni, compresa l’intera documentazione del congresso milanese, non sono stati resi pubblici. Il gruppo dirigente è responsabile di questa gravissima omissione, in primis il presidente della commissione politica del congresso, la presidenza e la segreteria di ANPI Milano.

Pubblichiamo, in questa sede ( e sarà ridiscusso, eventualmente aggiornato e migliorato , e ripresentato nel prossimo congresso) il testo dell’o.d.g. sul ruolo centrale delle Sezioni per la vita democratica interna e per l’esistenza stessa di ANPI.
Il consolidamento democratico di ANPI e il ruolo delle Sezioni.
E’ certamente vero che il tessuto civile e sociale, politico e culturale è incrinato da “disgregazione” e “depressione”, disorientamento e incertezza, precarietà e sfiducia nelle classi dirigenti e nelle organizzazioni partitiche. Questo deterioramento – che di solito si addebita, con formule vaghe e generiche, alla “crisi politica” e alla “crisi dei partiti”-, ad un esame più attento, deriva dalla violazione e dallo stravolgimento delle regole costituzionali del nostro sistema democratico, dal processo devastante della verticalizzazione e personalizzazione del comando politico, dalla invadenza e prevaricazione dei poteri economici e dei poteri criminali, dall’asservimento ai grandi potentati economico-finanziari della stampa e dei mass media (il “quarto potere”, che dovrebbe essere garantito nella sua autonomia e indipendenza).Di fronte a questo scenario preoccupante e minaccioso, l’ANPI, assieme agli altri soggetti associativi e comitati di cittadini, deve perseguire l’obiettivo di radicarsi nei territori e nei quartieri dove si abita e si vive. Lo strumento organizzativo di base principale sono le Sezioni, che possono (e debbono) diventare le vere officine dell’impegno e della proposta, dei progetti e dell’azione per il Bene comune e per la qualità della vita quotidiana e per la prospettiva positiva verso un futuro migliore.
Occorre quindi ripensare, per renderla più democratica e coinvolgente, l’organizzazione dell’ANPI. La verticalità deve fare i conti con la orizzontalità della militanza e con l’esigenza imprescindibile della democrazia partecipata e diretta. Le Sezioni devono diventare le cellule vitali dell’organismo associativo. Devono essere messe in grado di potere agire, con sedi risorse e strumenti adeguati. In primo luogo da esse dipende l’autonomia, l’indipendenza e la libertà dell’ANPI. L’intera organizzazione, ad ogni livello, deve porre al primo posto e con urgenza un programma concreto di promozione e sviluppo delle sezioni e di altri possibili strumenti organizzativi di base.
Per quanto riguarda le condizioni finanziarie delle sezioni, ANPI Crescenzago propone di modificare la ripartizione della quota-tessera: 2/3 di essa alla sezione, e 1/3 al provinciale e nazionale. Alla base di questa proposta stanno le motivazioni politiche del consolidamento democratico-orizzontale dell’associazione e le ragioni di una più equa assegnazione di risorse, considerando che ai due livelli superiori dell’organizzazione affluiscono fondi molto più consistenti proprio in rapporto al numero degli iscritti e ad altre fonti di finanziamento (5/1000, ecc.)”.
E’ ricorrente, quanto inascoltata, la denuncia di una politica di emarginazione del ruolo delle sezioni e della grave omissione di non pubblicare gli atti dell’ultimo congresso milanese, con lettere alla dirigenza, interventi e dichiarazioni nelle riunioni del Comitato metropolitano. Esemplare e significativo quello che si legge nel comunicato dell’Assemblea tenutasi il 7 aprile 2024, presso la sede di ANPI Crescenzago, che vide la partecipazione di iscritti e membri del comitato della sezione ANPI Vigentina: “ […] ANPI Milano deve rientrare nella legalità statutaria : non è ammissibile che, a distanza di due anni, non siano stati pubblicati gli Atti dell’ultimo Congresso […]”.

Art. 6 – Assemblea provinciale
Non è prevista una regolamentazione dell’Assemblea provinciale “ composta da tutti i Soci aventi diritto di voto nelle Sezioni della provincia (Art. 20/Statuto)”.
Non si garantisce quindi la partecipazione diretta dei soci e delle socie alla vita dell’Associzione (Art. 3/comma 1/Statuto: “L’Associazione è ispirata a principi di democraticità, pari opportunità e di uguaglianza dei Soci, che hanno tutti, in condizioni di parità con gli altri, diritto di definire gli indirizzi associativi, di determinare la composizione degli organi sociali e di farne parte”).
Nello Statuto (Art. 19) è previsto un Consiglio dei Presidenti di Sezione. Nel Regolamento, in questo articolo in esame, l’Assemblea provinciale è limitata ai membri dei comitati di sezione:”Fatte salve le prerogative di cui all’articolo 19 dello Statuto, il Comitato provinciale è tenuto a convocare l’assemblea di tutti i Comitati di Sezione per lo meno una volta all’anno”.

L’Assemblea dei Comitati di Sezione non è stata mai convocata dal Comitato metropolitano di ANPI Milano. Come non è mai arrivata alcuna risposta alle persone iscritte a diverse sezioni, firmatarie della richiesta di convocare “l’assemblea generale delle/degli iscritti (Art. 20/Statuto), entro il mese di settembre 2025, come momento di riflessione e di indicazione di proposte operative per un’ANPI protagonista attiva autonoma e incisiva, nell’attuale situazione italiana e internazionale”.

Art. 9 – Sistema di votazione
” In caso di votazioni, ad ogni livello, sarà adottato il voto palese”.
E’ una disposizione perentoria e lesiva del diritto fondamentale di voto (Art. 48/Costituzione: “[…] Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. […]. Anche la stessa formulazione è davvero grave e preoccuante: “In caso di votazioni…” può significare che di norma non si vota negli organi decisionali dell’Associazione. Quando lo si deve esprimere, il voto è solo quello palese, anche se viene richiesto di esercitare il voto ” personale ed uguale, libero e segreto”. Come accadde nell’elezione del presidente di ANPI Milano da parte del Comitato metropolitano del 16 marzo 2024, quando venne respinta la richiesta di votazione segreta: quest’ultima motivata dal fatto che , essendo due i candidati, occorreva garantire la massima libertà e riservatezza del  diritto di voto e delle operazioni relative.

Art. 13 – Commissione di Garanzia -Appello alla Commisione Nazionale di Garanzia – procedure.
Questo articolo si limita ad indicare la tempistica  procedurale riguardante contenziosi e sanzioni (“richiamo – sospensione – esclusione”) che le “strutture di giurisdizione disciplinare interna poste a tutela dell’Associazione e dei Soci”  sono chiamate ad esaminare ed irrogare.
E’ l’Art. 28 dello Statuto, che prevede ” Gli Organi di garanzia”: Commissioni dei garanti, provinciali e nazionale, composte da un numero di membri non inferiore a tre, eletti dai Congressi, che “agiscono su segnalazione ed impulso dei Soci venuti a conoscenza di fatti rilevanti, o del Comitato nazionale o provinciale”.

E’ l’organo di magistratura interna, che dovrebbe sempre mantenere la sua funzione autonoma e indipendente dagli altri organi dirigenti. La realtà è ben diversa, come nel caso della Sezione Napoli Orientale “Aurelio Ferrara”, commissariata, con effetto “immediato”, il 2 gennaio 2026, dalla Segreteria Nazionale, organo politico dell’Associazione. Senza neanche entrare, in questa sede, nel merito del dispositivo sanzionatorio, ratificato dal Comitato nazionale, non si può non denunciare l’atto in quanto illegittimo. E’ di estrema gravità che due organi politici dell’Associazione, la Segreteria (potere esecutivo) e il Comitato Nazionale (potere deliberativo) abbiano svolto il ruolo di potere giudiziario. Si annulla così la divisione dei “poteri” e delle responsabilità. E’ abuso di potere. Si mina dalle fondamenta l’organizzazione democratica e lo “stato di diritto” interno dell’ANPI.
(Nota: sulle pagine facebook di “Sostegno ANPI Sezione Aurelio Ferrara Napoli Orientale la documentazione relativa alle iniziative pubbliche della sezione incriminata, all’intervento censorio di ANPI Nazionale e ai molti messaggi di solidarietà e sostegno per la libertà di espressione e per la difesa del ruolo attivo e autonomo di ANPI in tutte le sue articolazioni organizzative).
Giuseppe Natale.

https://www.anpicrescenzago.it/wp-content/uploads/2026/09/Lettera-ANPI-Nazionale-Congresso-1.pdf

https://www.anpicrescenzago.it/wp-content/uploads/2026/09/Bozza-aperta-di-documento-congressuale.pdf


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